Visione

La tecnologia al servizio della formazione universitaria

La formazione ha sempre integrato in modo ricco e creativo ogni nuova modalità disponibile per conservare, accrescere e trasmettere il sapere. L’università, fin dalla sua origine nel medioevo, ha sperimentato e accolto ogni nuova tecnologia della parola disponibile. Si pensi, per esempio, al termine stesso di “lezione” o “lecture”, che indicava l’attività di dettatura che il docente faceva agli studenti per permetter loro di scrivere i testi scientifici di base: la tecnologia a disposizione era quella della scrittura a mano (chirografia), e quella era la modalità più efficace ed efficiente per promuovere la diffusione dei classici e del sapere.

La stampa a caratteri mobili e quella periodica, così come le successive tecnologie, sino all’informatica e alla telematica, hanno trovato nella pratica universitaria un’accoglienza intelligente e generosa.
Tale predisposizione si è sempre accompagnata - conviene osservarlo - con una certa cautela, per verificare i reali benefici dell’adozione di una nuova tecnologia - cautela che talora si è colorata, comprensibilmente se si pensa all’esagerazione di certi messaggi pubblicitari, anche di diffidenza e di sospetto.

L’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nella formazione - quello che abitualmente chiamiamo eLearning - è dunque estremamente nuovo per quanto riguarda le tecnologie a disposizione e le opportunità che queste offrono per arricchire l’esperienza d’apprendimento, ma è insieme del tutto tradizionale per quanto riguarda la capacità e il desiderio dell’università di “far meglio il proprio mestiere”.

L’eLab si propone di promuovere una cultura adeguata presso docenti e assistenti, che li aiuti a integrare le tecnologie digitali in modo fecondo ed efficace, tenendo sempre al centro dell’attenzione non le tecnologie in sé, che continuamente si aggiornano, ma l’apprendimento e le persone che apprendono: l’”e” serve al “learning” e non viceversa…

Questa filosofia è stata premiata dal Campus Virtuale Svizzero con l’assegnazione a SUPSI e USI di ben 18 progetti negli ultimi due call: non un comodo punto d’arrivo, ma uno stimolante punto di partenza!